BOLLETTA DELLA LUCE E GAS TROPPO ALTA?

«E se lo vengono a sapere i vicini?»: come vincere la vergogna che ti tiene prigioniero

È spesso il primo pensiero, prima ancora della paura per i soldi, prima della rabbia, prima della stanchezza. «E se lo vengono a sapere?» I vicini, i colleghi, i genitori dell’altra famiglia, chiunque possa parlarne, giudicare, guardare diversamente. La vergogna arriva prima di tutto il resto, e a volte resta più a lungo di tutto il resto.

È una vergogna strana, perché spesso non è nemmeno colpa propria. Non è chi vive accanto ad una persona ludopatica a decidere di scommettere lo stipendio, eppure ci si sente responsabili lo stesso, come se non essere riusciti a prevenirlo, non essere riusciti a fermarlo in tempo, fosse una mancanza da nascondere agli occhi degli altri. È un meccanismo comune a chi vive da vicino una dipendenza: la vergogna si trasferisce, si assorbe, si porta addosso come fosse propria.

E così si tace. Si inventano scuse per non uscire, per non invitare nessuno, per evitare le domande innocenti che potrebbero portare troppo vicino alla verità. Si vive una doppia vita: una fuori, apparentemente normale, e una dentro casa, fatta di conti che non tornano e di notti insonni. Il problema, tenuto segreto, cresce nel silenzio.

Ma il silenzio non protegge nessuno. Protegge, semmai, solo l’illusione che, se nessuno lo sa, forse non è vero fino in fondo. Chi ha attraversato una situazione simile, e sono molti più di quanti si immagini, sa che la vergogna si scioglie soltanto in un modo: parlandone con chi non giudica, perché ha già ascoltato altre storie identiche alla propria, e sa che dietro un problema di gioco non c’è mai una colpa da nascondere, ma una difficoltà da affrontare.

Non serve raccontarlo ai vicini. Serve raccontarlo a chi può davvero aiutare. Ed è un passo che si può fare anche restando nell’anonimato più totale.

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Per informazioni è possibile contattare il numero 06 4510914 oppure scrivere a ascolto@euroconsumatori.eu.

IL GIOCO NON DEVE COSTARTI LA LIBERTÀ.

Progetto realizzato da A.E.C.I. APS Lazio – Regione Lazio (DGR n.588/2024), soggetto promotore e finanziatore – ASP Asilo Savoia, soggetto attuatore

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