Con un astensionismo che è ormai il primo partito italiano nessuno si domanda il perché il cittadino sia stanco di sentire chiacchiere che vengono regolarmente disattese nel corso delle consiliature, ora anche la campagna elettorale, tranne rarissimi esempi, è la corsa alla delegittimazione dell’avversario; poco importa che sia fatta in un talk show o nelle piazze.
I cittadini hanno bisogno di Bene Comune, di essere rassicurati su un percorso che dia la possibilità di veder rifiorire le nostre città e i nostri borghi, di farle tornare luoghi accoglienti di socializzazione e non percorsi di guerra in cui poco si capisce tra monopattini, biciclette, scooter e automobili con mezzi industriali presenti a ogni ora del giorno e della notte. Abbiamo bisogno del commercio di prossimità, si proprio quel commercio che forse al consumatore costa qualcosa in più ma che genera socializzazione e sicurezza nelle nostre strade delle grandi città, ne abbiamo bisogno nei piccoli borghi dove l’irragionevole apertura di mega centri commerciali a pochi chilometri di distanza ha costretto a chiudere anche l’ultima bottega di alimentari lasciando i più anziani alla cortesia del vicino per fare la spesa. Basta centri commerciali, luoghi consumistici e non certo consumeristici.

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